La Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tassi d'interesse. Il costo del denaro resta così stabile al 3,75% per i 13 paesi di Eurolandia.
Una decisione data per scontata dagli operatori sui mercati finanziari, vista l'attuale situazione relativa al costo della vita. Il tasso d'inflazione è infatti inferiore al 2% netto su base tendenziale annua, ma i rischi di aumento dei prezzi esistono.
"È necessario, dice comunque il presidente della Bce Jean Claude Trichet, un monitoraggio molto attento: la nostra politica monetaria resta accomodante visto l'impatto limitato sulla forza complessiva degli sviluppi. In ogni caso agiremo in maniera ferma per contrastare le spinte inflazionistiche"
Con la decisione di non ritoccare i tassi, il costo del denaro resta sufficientemente poco caro per i Paesi di Eurolandia a fronte di Gran Bretagna e Stati Uniti dove con il 5,25% sono i due paesi dove prendere a prestito denaro raggiunge il livello più alto tra quelli più industrializzati.
Un quadro tutto sommato positivo per l'economia nel quale è chiamata ad agire la Bce. Anche perché le stime di crescita del prodotto interno lordo per Eurolandia è stato rivisto al rialzo: per l'intero 2007 il tasso di sviluppo dovrebbe salire al 2,7%. Un dato quest'ultimo che comporta al suo interno una crescita dei servizi ai massimi da sei mesi e con un calo degli iscritti al collocamento, pari al 7,3% della popolazione attiva.
La politica monetaria europea tornerà comunque a farsi sentire. Appare inevitabile nel breve periodo un aumento dei tassi già in giugno. La data del prossimo rialzo è quella del consiglio direttivo di giugno, mentre dalla riunione del 10 maggio a Dublino, in Irlanda maggio non dovrebbero arrivare grandi novità.