I mutui accesi dopo il 2 febbraio 2007, grazie alla legge sulle liberalizzazioni, non sono più soggetti al pagamento di una penale nel caso di estinzione anticipata. Il problema, tuttavia, resta per tutti quei finanziamenti stipulati prima dell'entrata in vigore della legge voluta dal ministro Bersani, poiché il provvedimento di abolizione non ha effetto retroattivo.
Per risolvere la querelle l'Associazione bancaria italiane e le associazioni dei consumatori hanno già aperto una tavolo delle trattative con una scadenza ben precisa: entro il 2 maggio devono arrivare ad una soluzione. O meglio un compromesso, visto che l'Abi gioca al rialzo, mentre i consumatori al ribasso.
Le medie presentate dall'Abi sono: mutui a tasso fisso dal 3,80% al 4,50% ( con punte fino al 5,90%); a tasso variabile: dall'1,10% all'1,65; a tasso misto: dall'1,75% al 2,25%.
L'Adusbef, una della associazioni dei consumatori, ritiene accettabili penali dello 0,10% per i mutui a tasso fisso; 0,20% per quelli a tasso variabile; 0,30% per i misti. ''Sono proposte capestro, per noi irricevibili'', sottolinea il suo presidente Elio Lannutti.
Mentre il Cncu (Consiglio nazionale consumatori e utenti) ha infatti ritenuto compattamente di presentare all'Abi la proposta di una penale dello 0,10% per i tassi variabili, dello 0,20% per i misti e dello 0,30% per i fissi, con un tetto massimo dello 0,50%.
Ora Abi e consumatori si rivedranno quindi il prossimo 10 aprile. Se non riusciranno a trovare un'intesa spetterà alla Banca d'Italia stabilire quale sia la misura più equa cui ricondurre le penali attualmente imposte.
L'Adusbef è pronta comunque alla battaglia: nel caso in cui Bankitalia dovesse favorire le banche.