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Mutui

Italiani, che passione il credito al consumo

(28/12/2006)

Per la sesta volta in un anno la Banca Centrale Europea ha rialzato di un quarto di punto il costo del denaro, con il tasso che ora si colloca al 3,5%, al livello del marzo 2000. ma questa politica monetaria non sembra avere avuto impatti negativi sulla dinamica del credito al consumo che, secondo il rapporto dell'Osservatorio sul Credito al Dettaglio, realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia, nel primo semestre del 2006 è aumentato ancora di più.

In particolare, il credito al consumo è cresciuto del 20,6% raggiungendo un volume complessivo di oltre 85 miliardi di euro. Un valore che gradualmente avvicina l'Italia ai dati dll'area dell'euro, anche se nel BelPaese il rapporto fra consistenze e PIL risulta ancora molto inferiore rispetto a quello registrato negli altri principali stati europei (Gran Bretagna 17,2%; Germania 10,4%; Francia 8,3% e Spagna 8,5%). Per quanto riguarda invece i mutui immobiliari alle famiglie, la crescita delle consistenze nei primi sei mesi del 2006 si è attestata al +15,8% mentre le nuove erogazioni di mutui per l'acquisto di abitazioni  registrano un +21,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Quali sono le cause che continuano a spingere e trainare il boom delle rate che sinao per pagare la casa o la macchina nuova?
Sicuramente le soluzioni finanziarie proposte dagli operatori hanno diluito l'effetto dell'aumento dei tassi di interesse attraverso una maggiore flessibilità dei prodotti in termini di allungamento delle scadenze. Nel comparto dei mutui, inoltre, l'aumento dei tassi di interesse ha indotto cambiamenti nelle scelte dei consumatori, mirati ad ammorbidirne l'impatto, in primo luogo l'allungamento delle scadenze. Si riscontra inoltre una minore disponibilità, rispetto al recente passato, a esporsi al rischio di ulteriori variazioni dei tassi, che si sostanzia in un maggiore orientamento verso la componente a tasso fisso. Nel corso dei primi sei mesi del 2006 i finanziamenti immobiliari di durata superiore a 20 anni rappresentano più del 50% delle erogazioni e la quota a tasso fisso, che nello stesso periodo rappresenta circa il 18% delle nuove erogazioni, cresce di oltre 7 punti percentuali rispetto al dato relativo all'anno 2005.

Secondo l'Osservatorio sul Credito al Dettaglio Prosegue a ritmi elevato anche la diffusione di altre forme dirette di finanziamento, come i prestiti personali (+25,9%, con una quota sul totale erogato dagli operatori specializzati del 24,8%), le carte di credito revolving (+15,5%) e la cessione del quinto dello stipendio (+32,5%). Nel corso del primo semestre 2003 il 72,8% dei finanziamenti erogati era connesso al credito finalizzato (soprattutto ai finanziamenti auto); nello stesso periodo del 2006 tale percentuale è diminuita al 54,6%. La ricomposizione del portafoglio complessivo è determinata dalle scelte strategiche di molte istituzioni finanziarie e banche specializzate, che perseguono più che in passato obiettivi di diversificazione della gamma di prodotti offerti, di fidelizzazione della clientela già acquisita e di contenimento dei costi legati alla rete di commercianti convenzionati.

Per quanto riguarda invece i mutui, emerge che nei primi sei mesi del 2006 i mutui hanno fornito il maggiore contributo alla crescita dei finanziamenti alle famiglie. Una dinamica ancora vivace, sostenuta generalmente da fattori di carattere strutturale, quali i cambiamenti in atto nella struttura socio demografica e nei comportamenti finanziari delle famiglie. A questi fattori si accompagnano una maggiore pressione concorrenziale estera, un'innovazione di prodotti, canali e servizi e una crescente attenzione degli operatori verso nuovi segmenti di clientela. È stimato infatti che circa il 15% delle famiglie che acquistano un'abitazione siano immigrate.
Per quanto riguarda gli importi erogati, si conferma anche nel corso del primo semestre 2006 la tendenza verso erogazioni di importo sempre più elevato. Nel periodo 2003-2006 si rileva un progressivo aumento del peso percentuale delle erogazioni di importo superiore a 100.000 euro (dal 52% al 72%), a discapito di quelle di importo più ridotto.

Coerentemente all'aumento degli importi, prosegue - secondo l'Osservatorio - l'allungamento delle durate dei contratti con la crescita significativa del peso, rispetto al totale, dei nuovi mutui erogati di durata superiore a 25 anni, che ha raggiunto il 34%, risultando triplicata rispetto allo stesso periodo del 2003.
Per quanto riguarda le scelte in materia di tassi, anche se nel primo semestre 2006 le nuove operazioni a tasso variabile rimangono la componente prevalente (66% dei mutui erogati), si assiste a un cambiamento di tendenza: tale percentuale, infatti, è in calo di ben 11 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2005. Consistente il parallelo aumento della quota dei mutui a tasso fisso, che sale dal 10% del primo semestre del 2005 al 18% dello stesso periodo del 2006.


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