A partire dal primo febbraio, nel caso di sinistri, ci si potrà rivolgere direttamente alla propria compagnia assicurativa per essere risarciti: questo è il punto più importante dell'indennizzo diretto. Una riforma che è rientrata nel pacchetto liberalizzazioni varato quest'estate dal ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani. Ma che a tutt'oggi ancora non ha trovato nessun accordo tra le parti interessate. Le assicurazioni, da una parte, lamentano tempi d'attuazione troppo stretti, dall'altra gli organi di controllo e le associazioni dei consumatori che lamentano che l'atteso effetto taglia-tariffe per l'Rc auto possa non essere così rapido e soprattutto possa essere condizionato da alcuni fattori chiave.
Prime fra tutti ci sono le perplessità avanzate dall'Autorità Garante per la Concorrenza, secondo cui bisogna offrire maggiori garanzie al consumatore, soprattutto sugli obblighi di trasparenza informativa delle condizioni contrattuali delle polizze Rc auto) e dall'Ania (l'associazione nazionale delle imprese assicuratrici) che tira in ballo il ruolo della cosiddetta "camera di compensazione", vale a dire la struttura al di sopra delle imprese coinvolte, che gestisca dalle classi di merito degli assicurati all'entità dei rimborsi concessi dai periti.
In proposito l'Antitrust ha posto l'accento su questo meccanismo. La riforma introduce, infatti, un criterio forfettizzato di contribuzione e prelievo dalla stanza di compensazione, alla quale concorrono le compagnie: per ogni sinistro è previsto un versamento pari al costo medio del sinistro dell'anno precedente (circa 3.600 euro). La compagnia che deve risarcire preleva dalla stanza un analogo importo: se paga una cifra più assa al danneggiato, la differenza va a suo vantaggio, se paga di più la differenza è a suo carico. ''Se il forfait sarà troppo elevato - avverte Giovanni Calabrò, direttore della direzione credito dell'Antitrust - c'è il rischio per il consumatore di andare a pagare di più". In sostanza - sottolinea Calabrò - si potrebbe ridurre l'effetto di un provvedimento nato per far crescere la concorrenza in un settore dove ''5 gruppi controllano il 70% del mercato: un livello di attenzione che frena la concorrenza".
Il termine del 1 febbraio risulta imminente soprattutto per l'Ania. Per Fabio Cerchiai, presidente dell'associazione ''quattro mesi sono troppo pochi - ha sottolineato - per partire con la riforma. Sarebbe stato meglio consentire un doppio binario e testare per sei mesi il sistema".
Al di là della posizione resta il punto principale della riforma che coinvolge il sistema assicurativo: consentire il calo delle polizze auto.
''Con l'introduzione del meccanismo dell'indennizzo diretto - ha spiegato il presidente dell'Isvap (l'autorità di vigilanza del settore), Giancarlo Giannini il calo delle tariffe Rc auto è tecnicamente possibile" perché consentirà a chi subisce un sinistro di rivolgersi alla propria compagnia assicurativa per il risarcimento danni. Ma Giannini ha anche chiarito che si tratta di un sistema che deve essere sperimentato e per soppesare l'impatto finale per i consumatori della riforma ''bisogna prima valutare il risparmio dei costi per le imprese. Poi saranno le imprese a decidere quanto di tali risparmi si possa riversare sui consumatori. Credo che sarà un processo graduale", ha aggiunto.
In proposito l'Adiconsum parla di una riduzione del 10%, anche se per l'Ania i risparmi per gli utenti al momento ''sono auspicabili, ma non sono stimabili". Giancarlo Giannini, presidente dell'Isvap - l'organismo di controllo delle assicurazioni - ritiene che con il debutto dell'indennizzo diretto ''un calo delle tariffe sia tecnicamente possibile", ma non fa cifre.
Gli unici numeri al momento sono che ogni anno vengono risarciti 4,3 milioni di incidenti: la frequenza più alta d'Europa, mentre i feriti risarciti annualmente sono 900mila. E ammonta a 1,4 miliardi di euro la spesa di patrocinio per le controversie derivanti dai sinistri. Infine, in base alle stime elaborate dall'Ania, il costo medio a sinistro è di 3.563 euro e la quota maggiore di incidenti, pari al 27,7%, si situa nello scaglione di indennizzo compreso tra 750 e 1.500 euro.