Sempre più persone decidono di chiedere un prestito per far fronte alle proprie esigenze. In crescita già negli ultimi anni, il credito al consumo continua ad accelerare il passo. E se nel 2005 ha rappresentato il 7,2% del Prodotto interno lordo, la sua incidenza è destinata ad aumentare.
Stando ai dati del primo Osservatorio McKinsey-Il Sole 24 Ore, nel 2010 si arriverà al 10,3% del Pil, per un valore complessivo di 130 miliardi di euro. Cifre che, spiega una nota, riflettono "un aumento del 55% rispetto al 2005. Un risultato più che triplicato rispetto ai 42 miliardi del 1998".
Insomma, avvertono i curatori dello studio, "il 10% della ricchezza del Paese sarà collegata in qualche modo agli strumenti dei prestiti personalizzati o finalizzati, alla concessione del quinto dello stipendio, a pagamenti effettuati con carte di credito o alimentati da scoperto in banca".
A far crescere il credito al consumo sarà soprattutto un accesso più ampio, allargato a categorie che fin ora sono rimaste più defilate, come lavoratori atipici e immigrati: una sfida, per gli istituti di credito, che dovranno misurarsi con una nuova e più variegata offerta di prodotti su misura.
Presto, infatti, circoleranno nuovi modelli di carte di credito, con caratteristiche e condizioni diverse, a seconda del tipo di cliente. E, a mostrare la crescita maggiore, secondo l'Osservatorio McKinsey-Il Sole 24 Ore, sarà proprio l'utilizzo delle carte di credito, con un aumento del 21% annuo.
I prestiti personali, invece, registreranno un aumento del 15%. Novità si profilano inoltre per un settore che, negli ultimi anni, ha catalizzato buona parte degli investimenti degli italiani: il mercato immobiliare. Da bene rifugio, la casa si trasformerà in strumento di liquidità, utilizzato come garanzia per ottenere finanziamenti.